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05-04-2011 - Inviato da Roberto Lumini
La piattaforma contrattuale è pronta
 
 
Dopodomani la piattaforma contrattuale del credito, elaborata e approvata dalla FABI e dalle altre sette sigle sindacali di settore, sarà ufficialmente presentata alla stampa, alle ore 12 presso il Centro Congressi Eventi Srl, in via Alibert 5, a Roma. La piattaforma sarà illustrata ai giornalisti e ai componenti dei Comitati Direttivi centrali delle singole organizzazioni sindacali durante la riunione dell’Attivo unitario, che si svolgerà in giornata. Il documento, di 16 pagine, contiene tutte le richieste che i sindacati avanzeranno all’Abi in sede di trattativa di rinnovo del contratto bancario- atteso da oltre 340mila lavoratori- ed è suddiviso in cinque macro-aree: occupazione e contrasto alla precarietà, Relazioni sindacali, Qualifiche lavorative e tutele professionali, Politiche sociali, Rivendicazione salariale ed equità distributiva. Subito dopo la presentazione alla stampa, la piattaforma farà il giro di tutti i Gruppi bancari per essere sottoposta al referendum dei lavoratori, che decideranno se approvare o meno le richieste messe nero su bianco dai sindacati. Si stima che il tour referendario durerà circa trenta giorni e che quindi la trattativa sul rinnovo del contratto con la controparte dovrebbe entrare nel vivo verso settembre, dato che l’Abi ha a disposizione due mesi di tempo per valutare le proposte sindacali ed esprimersi. “La piattaforma”, commenta Augusto Mastropasqua, Responsabile Dipartimento Contrattualistica FABI, “è frutto di cinque mesi di duro lavoro. Segnaliamo con soddisfazione che a differenza di altri, nel nostro settore il fronte sindacale si è dimostrato unito. In sede di confronto sulla piattaforma contrattuale, non si sono evidenziate divergenze. Questa è una garanzia per tutti i lavoratori”. Roma 05/04/2011
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01-04-2011 - Inviato da Roberto Lumini
EMERGENZA CONTRATTO
 
 
Un confronto duro sui temi all’ordine del giorno nel rinnovo del contratto bancario: recupero del potere d’acquisto dei salari, crisi economica che impatta sui bilanci delle banche e costo del lavoro. Di questo si è parlato nella tavola rotonda “Emergenza contratto”, organizzata ieri a Roma dalla FABI all’Ergife Palace hotel, a cui hanno assistito oltre 1000 delegati sindacali e diversi giornalisti di settore. L’incontro, moderato dal cronista di Plus 24 Ore Nicola Borzi, ha visto la partecipazione di Francesco Micheli, Responsabile del Comitato Affari sindacali e lavoro di Abi e dei segretari generali di tutte le sigle sindacali del credito del primo tavolo di trattativa: Lando Maria Sileoni (Fabi), Agostino Megale (Fisac Cgil), Giuseppe Gallo (Fiba Cisl), Massimo Masi (Uilca), Marco Boltri (Segretario nazionale Dircredito), Fabio Verelli (Ugl credito), Pietro Pisani (Sinfub) e i giornalisti Antonio Quaglio, direttore di Plus 24, Stefania Tamburello (Corriere della sera) e Gabriele Capolino, direttore di Milano Finanza. Il dibattito si è concentrato soprattutto sui temi degli adeguamenti salariali e del Fondo di solidarietà, l’ammortizzatore sociale di categoria. Sul primo punto Francesco Micheli è stato categorico: “la richiesta annunciata dai sindacati bancari di un aumento contrattuale per il prossimo triennio di 204 euro a regime è impensabile e improponibile, in quanto non è correlata al momento storico di crisi che il sistema sta vivendo”. Immediata e compatta la risposta dei sindacati. “I 204 euro di aumento”, ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Sileoni,“spettano di diritto ai lavoratori bancari in quanto si tratta di un aumento legato al recupero dell’inflazione, come prevede la riforma sugli assetti contrattuali del 2009 che la stessa Abi ha firmato”. Quanto al discorso sul costo del lavoro nelle banche italiane, Sileoni ha voluto sfidare Micheli sul terreno concreto dei numeri, snocciolando dati e cifre sui consiglieri d’amministrazione attualmente retribuiti dai principali gruppi bancari. ““Prima di parlare di costo del lavoro più alto d’Europa nelle banche italiane, bisogna riflettere sui costi delle governance bancarie”, ha detto il numero uno della FABI, “facciamo presente che nelle società di Intesa Sanpaolo ci sono in tutto 472 consiglieri d’amministrazione e 258 sindaci, in Banco Popolare 159 consiglieri d’amministrazione e 74 sindaci, in Ubi 122 consiglieri d’amministrazione e 47 sindaci, in Mps 92 consiglieri d’amministrazione e 43 sindaci, in Unicredit 165 consiglieri d’amministrazione e 85 sindaci. Numeri che impattano sui bilanci delle banche ma di cui stranamente nessun banchiere parla”. Immancabile, infine, il confronto sul Fondo di solidarietà e sull’ introduzione dell’indennità di disoccupazione nel settore del credito, recentemente proposta dall’Abi ma prontamente rifiutata dalle organizzazioni sindacali. “Il fondo per il sostegno al reddito dei lavoratori delle banche è stato uno "strumento eccellente" ma adesso è diventato oneroso e va rivisto”, ha detto Micheli. “In questo quadro, l’indennità di disoccupazione potrebbe esser un valido strumento per minimizzare la riduzione dell’assegno di sostegno al reddito, in questo momento diventato troppo costoso per le banche”. Immediata la risposta di Sileoni: “L’introduzione dell’indennità di disoccupazione nel nostro settore non è motivata da alcuna ragione politica o tecnica. È vero che le banche spendono tanto, ma è anche vero che le stesse banche hanno un ruolo sociale da rispettare. E proporre il licenziamento di massa dei lavoratori 55enni, attraverso un ricorso dell’indennità di disoccupazione, non è certo una strada percorribile per risollevare le sorti del sistema. Le banche piuttosto, se hanno problemi con il fisco, abbiano il coraggio di chiedere al governo un intervento per la riduzione degli oneri fiscali. Non è ammissibile a pagare il prezzo della mancanza di coraggio degli istituti di credito debbano essere ancora una volta i lavoratori”, ha concluso il numero uno della FABI. Roma 30/03/2011
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01-04-2011 - Inviato da Roberto Lumini
E' nato MY GENERATION FABI
 
 
È nato “My Generation”, il bimestrale online della FABI rivolto agli iscritti under 35: ventuno pagine di storie, rubriche su attualità, cultura, cinema, nuovi media e approfondimenti sul mondo del lavoro, con un occhio di riguardo per tutti i temi che interessano le nuove generazioni. Il giornale, gestito e curato autonomamente dal Coordinamento giovani della FABI, è consultabile da questo mese sul sito www.fabi.it, nella sezione Pubblicazioni, ed è stato fortemente voluto dal Segretario generale Lando Sileoni. “Questa iniziativa”, ha commentato il segretario nel suo editoriale di apertura, “è la dimostrazione che il nostro sindacato crede davvero nella capacità di elaborazione politica delle nuove generazioni e non ne ha affatto paura”. “Il giornale”, ha sottolineato Sileoni, “sarà un banco di prova per valorizzare le idee, le proposte e i talenti di tutti i nostri iscritti con meno di 35 anni, che rappresentano la categoria di lavoratori che più di tutte sta pagando il caro prezzo della deregulation del mercato del lavoro e dello smantellamento del welfare”. “C’è chi li chiama “generazione tradita” o, “generazione Tuareg”, perché, come i popoli nomadi del Sahara, anche loro vivono in un “deserto”: quello della precarietà lavorativa ed esistenziale”. “Noi pensiamo”, ha concluso il numero uno della FABI, “che il primo passo per fare uscire i giovani da questa emergenza sia renderli protagonisti delle loro idee. “My generation” nasce con questa coraggiosa ambizione”. Roma 31/03/2011
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01-04-2011 - Inviato da Roberto Lumini
LE BANCHE dribblano, I LAVORATORI pagano?
 
 
Lo scorso 29 Gennaio, organizzato dalla FABI di Lodi, si è svolto un importante convegno, dal titolo "Banche ed intermediari finanziari nel contrasto del riciclaggio", che ha registrato una larghissima partecipazione ed ha visto interventi ricchi di spunti tecnici e politici. In particolare, dopo l'introduzione del Segretario Coordinatore Ettore Necchi, l’intervento del prof. Giuseppe Santorsola ha delineato i profili legislativi della materia ed il quadro di riferimento degli adempimenti normativi, mentre la nostra Debora Russo ha illustrato, nella sua ampia ed appassionata relazione, proprio l'esperienza applicata "sul campo", cioè nella vita reale delle filiali bancarie. L'eco, sulla stampa e in Tv, è stato pari all'impegno profuso dalla nostra organizzazione che, con scelta azzeccata e attenta sensibilità, ha saputo porre un tema così attuale e delicato, come quello dell'antiriciclaggio, al centro dell'attenzione. Desidero, per parte mia, per il ruolo che rivesto nella nostra Organizzazione, trarre alcuni spunti di riflessione offerti dal convegno. Intanto, una premessa: c'è un continuo bisogno di aggiornamento e formazione su temi in divenire, dai quali dipende la reputazione delle banche. È sintomatico che la FABI, con questo convegno, abbia coperto una lacuna, spesso molto evidente, nei programmi formativi delle singole banche che, invece, preferiscono affrontare argomenti più "redditizi" o privilegiare quelli più collegati alla quotidianità commerciale (induzione a comportamenti standardizzati, solleciti e contatti pianificati, spinta alla vendita, gestione dei portafogli, offerta di polizze, ecc). Poi, un riferimento di assoluta attualità, basti pensare alla vicenda dello IOR (la Banca Vaticana) che ha dovuto rapidamente conformarsi alla normativa antiriciclaggio, per essere esclusa dalla black-list a livello internazionale. Un segnale certo positivo, ma doveroso, anche per non menomare la credibilità dell’alta ispirazione morale della Santa Sede. Tornando al sistema Italia: il convegno di Lodi ci invita a guardare che cosa accade, di fatto, nei comportamenti quotidiani dove, spesso, come dice Debora, "il taci ed esegui" diviene la vera consegna operativa data ai colleghi. Oppure l'argomento - davvero eticamente discutibile! - delle pratiche connesse allo scudo fiscale, pratiche che, pur tuttavia, non sollevano gli intermediari dalle eventuali responsabilità in materia di antiriciclaggio. Il caso citato da Debora nella sua relazione (un collega rimosso e trasferito per aver segnalato gli spostamenti di capitale dall'estero di un esponente del Consiglio di Amministrazione della banca) è di inaudita gravità: viene ritenuto colpevole (ed ingiustamente punito) colui che ha svolto in modo esemplare il proprio operato, mentre resta "immune" chi si è procurato un vantaggio in danno alla collettività ed in barba agli onesti contribuenti a reddito fisso. Così – prepotentemente - ritorna l'argomento delle "regole": invocate quando proteggono le banche, ma eluse quando devono tutelare i lavoratori ed i clienti. La fiducia si basa su regole, ma qualcuno affermava che "per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano"... Siamo ancora a questo punto? Purtroppo sì. In questi giorni s’intensifica, anche da parte dell'ABI, la pressione sulle Organizzazioni sindacali per ottenere preventivamente l'accordo su un insieme di regole che sia, in qualche modo, preliminare rispetto al contratto. Noi, come FABI, ci opponiamo: non già perché siamo contrari alle regole, anzi. Ma perché non vogliamo avallare gabbie preventive, che limitino ingiustamente la nostra libertà d’azione e le nostre rivendicazioni. È nostra convinzione che anche le regole debbano essere materia propria del rinnovo contrattuale e, soprattutto, che al Sindacato - alla FABI - non manchi il senso della misura e l'apertura al nuovo che avanza. Certo, per noi, regola non può essere sinonimo di rinuncia, di mani legate, di avallo preventivo ed acritico a scelte unilaterali. Il valore della contrattazione deriva dal confronto vero, non addomesticato. Precisiamo: dal confronto su dati attendibili, con obiettivi chiari (che non scindano sostanza e apparenza per forzare decisioni). Per questo rivolgiamo a tutti i nostri interlocutori un messaggio inequivocabile: bisogna avere senso della misura, evitando di creare, in prossimità del rinnovo contrattuale, situazioni sociali insostenibili e cariche di nuove tensioni, di diffondere l'ansia da perdita di posto di lavoro, poiché il nostro sistema non sarebbe in grado di tollerarle e potrebbero aprirsi scenari ingovernabili. Il peso del settore bancario, anche sotto il profilo delle relazioni sindacali, deve esprimersi con idee proprie, senza imitare i comportamenti dei supermanager del momento, ma facendosi portatore di idee innovative, costruttive, che sappiano aprire la strada a maggiore partecipazione alle decisioni e a maggiore coinvolgimento nelle scelte. Questa è la strada che vogliamo intraprendere: elaborare idee, non imitare chi evoca spaccature tra i lavoratori e in loro danno. Lando Maria Sileoni Segretario Generale F.A.B.I.
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01-04-2011 - Inviato da Roberto Lumini
L’INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE NON PUO’ PASSARE.
 
 
Agli On. Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi On. Ministro dell’Economia Giulio Tremonti Sig. Ministro, Il Settore del Credito italiano, seppur mantenendo una solidità di base superiore a quella di analoghi settori in altri paesi, è anch’esso invischiato nella crisi economica che stenta a trovare una via d’uscita. Lei ha ragione quando sostiene che l’effetto moltiplicatore creato dall’economia finanziaria sull’economia reale ha prodotto, dopo illusioni generali, iniquità sociali-precarizzazione del lavoro-impoverimento generale. Tutto questo perché il sistema ha perseguito l’arricchimento di pochi nel breve attualizzando i profitti dei prossimi decenni. Ovviamente la magia non poteva durare a lungo e una volta scomparsa l’ “illusione” del “tutti ricchi” è rimasta la cruda realtà di un arretramento del benessere sociale. In questo scenario i Banchieri cominciano ad esternare incredibili analisi ed a proporre rimedi peggiori della malattia. Non ultime, in questo senso, le dichiarazioni dell’Abi, Associazione bancaria italiana, che parla di utilizzare nel Credito l’ “indennità di disoccupazione”. Noi non siamo d’accordo! Non lo siamo per un semplice motivo. L’indennità di disoccupazione, che ovviamente prevede un licenziamento, è un ammortizzatore sociale con il quale la collettività si fa carico di un problema del “singolo” rimasto senza lavoro. Non si può pensare di applicare licenziamenti nel settore che vedano coinvolto il personale rientrante in una fascia di età avanzata (55 anni) in prossimità della pensione. A tal proposito, i lavoratori bancari che hanno oggi circa 55 anni di età anagrafica rappresentano il 18% dell’intera categoria, pari a 340mila unità lavorative. Se a livello di sistema dovessimo accettare le richieste di Abi, introducendo l’indennità di disoccupazione per alleggerire i costi che le banche sostengono per il nostro ammortizzatore sociale, il fondo esuberi, circa trentamila lavoratori bancari sarebbero costretti a lasciare il proprio posto di lavoro percependo un assegno mensile notevolmente inferiore rispetto al loro ultimo stipendio. Sarebbe la distruzione di un’intera categoria guidata oggi da banchieri che sanno solo raggiungere un utile di esercizio tagliando i costi del personale in maniera repentina e talvolta grottesca. E tutto questo avviene alla vigilia del rinnovo di un contratto nazionale che, considerando le intenzioni dei Banchieri, produrrà inevitabilmente un conflitto difficilmente gestibile e insanabile. Non, quindi, come demagogicamente sostiene l’Abi, un aiuto ai giovani estromessi dal circuito del lavoro in attesa di rientrare, ma solo un risparmio di costi da scaricare sulla collettività. Verrebbe così meno quella “funzione sociale” di cui parlavo prima, in un settore che si è già dotato di un ammortizzatore sociale autofinanziato che nell’ultimo decennio ha gestito la fuoriuscita di oltre trentamila lavoratori bancari, con un turn-over che ha mantenuto pressoché invariati i saldi occupazionali permettendo, così, un riposizionamento politico-economico delle banche italiane rispetto a quelle europee. Auspico quindi un suo autorevole intervento per riportare equità e giustizia sociale tra i lavoratori bancari. Roma 15/3/11 Il Segretario Generale FABI Lando Maria Sileoni
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01-04-2011 - Inviato da Roberto Lumini
CONTRATTO: Ecco le Regole
 
 
Se nella fase di stesura della piattaforma contrattuale dovessero emergere divergenze tra le organizzazioni sindacali, l’ultima parola passerà ai lavoratori. Saranno loro, attraverso un referendum, a promuovere o bocciare la piattaforma. E l’esito della consultazione sarà vincolante. Lo prevede l’accordo firmato ieri da Fabi, Fisac Cgil, Uilca, Fiba Cisl, Dircredito, Sinfub e Ugl Credito. “Un accordo storico e particolarmente innovativo ”, lo ha definito il Segretario generale della FABI Lando Sileoni, “perché rafforza il criterio della rappresentatività dei sindacati ma vincolandolo al consenso dei lavoratori. L’accordo parla chiaro: nel caso si verifichi una rottura del fronte sindacale, non saranno certo le banche a condurre i giochi del rinnovo del contratto, ma saranno i lavoratori ad avere l’ultima parola. Non permetteremo mai che la controparte, come purtroppo invece è già avvenuto in altri settori, vedi Pomigliano, si avvantaggi di un’eventuale spaccatura del fronte sindacale per imporre con più facilità le sue condizioni”. L’accordo definisce dettagliatamente tutte le regole per la stesura della piattaforma contrattuale: se in fase negoziale ci fossero rilevanti dissensi tra sigle si sospenderà il confronto per 15 giorni e si tenterà di ricomporre il tavolo sindacale. Se non si dovesse ricucire lo strappo, sarà convocato il referendum dei lavoratori. Intanto la presentazione all’Abi della piattaforma contrattuale unitaria è prevista per il 7 aprile. “Nella prefazione”, ha anticipato Sileoni oggi al quotidiano Il Sole 24 Ore, “ci sono i cardini delle nostre rivendicazioni che, premessa la parte economica e l’occupazione giovanile, chiede una lente d’ingrandimento sui costi di gestione delle banche, sugli stipendi dei manager, sui sistemi incentivanti e sulle pressioni commerciali”. Roma 24/03/2011
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03-01-2011 - Inviato da Roberto Lumini
VACANZE MARINA BAIE DES ANGES
 
 
POSSIBILITA AFFITTO MARINA BAIA DES ANGES RESIDENCE DUCAL PER INFORMAZIONI TELEFONARE IN UFFICIO
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03-01-2011 - Inviato da Roberto Lumini
VACANZE TENERIFE
 
 
POSSIBILITA' AFFITTO APPARTAMENTO A TENERIFE CHIAMARE PER INFORMAZIONI IN UFFICIO
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31-12-2010 - Inviato da Roberto Lumini
2011
 
 
FELICE ANNO NUOVO A TUTTI GLI ISCRITTI E ALLE LORO FAMIGLIE DALLA SEGRETERIA PROVINCIALE E DAL DIRETTIVO DELLA FABI DI COMO
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FABI Como: C.F 95002250132
 
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